sabato 13 ottobre 2018

Non c’è scelta, per vivere dobbiamo scegliere e arrenderci alla forma


L’utilizzo alla propria autorità interna sospende l’utilizzo di un’autorità condizionata. L’autorità condizionata è quel meccanismo che abbiamo attivato nel tempo tutte le volte che abbiamo trasferito potere decisionale a una qualità che non è nostra in senso stretto, ad esempio le emozioni, quando per disegno abbiamo un plesso aperto o bianco. 

Questo ha avuto nel tempo delle conseguenze. Abbiamo forzato il nostro corpo ad affidarsi a un potere decisionale non proprio.  

Una volta che si fanno i primi tentativi di sospendere l’autorità condizionata non è pensabile che la vita sia tutta in discesa da subito, perché stiamo intervenendo su una distorsione che nel tempo, grazie alla nostra capacità di adattamento è diventata stabile e funzionante. Quante volte abbiamo detto “questa cosa non fa per me, ma tengo duro per non cascare in peggio”. Il malessere lo conosciamo bene, sappiamo come funziona e che cosa fare per mantenerlo.


Sulla base di questa prospettiva, se la mia autorità interna è Sacrale (centro sacrale definito nel disegno) ma ho il centro del Plesso Solare aperto, nel momento in cui sospendo di usare le emozioni come punto di riferimento per decidere e smetto di trattenere ed aggrapparmi a questa autorità condizionata, posso aspettarmi che si liberi caos emozionale pregresso, e tutta una serie di emozioni represse e mal gestite.

Il corpo è finalmente libero di lasciar andare il condizionamento che lo ha costretto. Naturalmente qui mi riferisco al condizionamento subito e non a quello scelto.

Il processo di rilascio quindi, non è tutto rose e fiori, specie se implica decondizionare più di un centro contemporaneamente, e spesso è così. 

E’ ragionevole aspettarsi di non stare benissimo con se stessi, perché usciranno incongruenze, abusi auto inflitti, e altro ancora.

L’importante è che se lascio andare un falso pilastro (autorità condizionata) al contempo dovrò sperimentare e padroneggiare la mia autorità interna, che tradotto significa fidarmi di nuovo di me stesso, quello che mi definisce e non cambia.

Prendendo atto di qual è la mia autorità interna, comincerò ad ascoltarla, rispettala e viverla aspettandomi che emergano i contenuti disarmonici poiché il condizionamento invece di essere stato un nutrimento, è diventato tossina in diversi ambiti della mia vita.

Ogni centro aperto del disegno mi dice che si dovrà riarmonizzare quella parte della mia esistenza, ma per riarmonizzarla dovrò far defluire di nuovo i contenuti di quel centro. 

Questo può significare riabbracciare il dolore e il disamore per se stessi.

Sembra una previsione negativa, ma in realtà è un’osservazione e testimonianza onesta di quello che può accadere se rimettiamo a posto le cose.



Riguardo il centro delle Radici, qui si tratta di riarmonizzare il nostro modo di gestire stress e pressione esistenziale cui siamo sottoposti sempre dal momento in cui apriamo gli occhi al mattino. Quello che possiamo aspettarci è di accorgerci di quanto una piccola pressione ci faccia scattare sull’attenti, di quanto siamo schiavi della fretta e di quanto fare le cose con calma sembri una dimensione interiore che ci fa impazzire.

Il centro Sacrale quando è aperto ci dice che dovremmo riarmonizzare il modo e l’intensità in cui facciamo e creiamo, oltre a tutti gli aspetti legati alla sessualità. Quello che possiamo aspettarci dopo anni di abuso di energia sacrale condizionata, ad esempio, è di trovarci fisicamente esausti.

Il Plesso Solare aperto ci dice che dobbiamo riarmonizzare gli aspetti di carattere emozionale considerando quello che abbiamo portato dentro e che non ci appartiene. Quello che possiamo aspettarci è che le emozioni non compatibili al nostro sistema nervoso e che avevamo ingurgitato, hanno costruito un modello difensivo molto pericoloso, quello di non riuscire ad affermare la nostra verità senza timore di essere ulteriormente aggrediti.

Il centro della Milza aperto ci dice che dobbiamo riarmonizzare e recuperare il senso di stare bene nel corpo secondo il nostro modello di benessere. Che cosa potremmo aspettarci quindi? Che prima di recuperare il senso di benessere dobbiamo lasciar uscire dal corpo tutto quello che per noi non è stato benessere. Ad esempio a casa mia si è mangiato sempre vegetariano, può essere che al mio corpo in realtà faccia bene mangiare la carne.

Per quanto riguarda il centro G si tratta di riarmonizzare aspetti collegati ad aver preso direzioni non corrette per noi che ci hanno fatto vestire uno o più ruoli apparentemente comodi ma permanente e limitante. Quindi potremmo aspettarci dei cambi di direzione e di geometrie, oppure che svestire un certo ruolo non più congeniale ci   potrebbe portare in uno stato di insicurezza e di vuoto, e alle persone che ci stanno vicino magari shock o disappunto.

Il centro della Gola ci dice che potremmo provare un vero e profondo disagio di sentirci invisibili nella nostra forma e che per anni abbiamo compensato cercando di attirare l’attenzione in tutti i modi o magari di manifestare spinti dalla fretta di non riuscire ad aspettare che si creino le circostanze per essere visti.

Il centro dell’Ego aperto ci dice che dovremmo riarmonizzare tutti gli aspetti legati al valore personale e alla bassa autostima perché magari abbiamo perseguito obiettivi che non ci appartenevano. Smettere di fare sforzi in tale direzione potrebbe far emergere una certa quantità di irritazione.   

I centri Ajna e Testa aperti ci diranno che andrà riarmonizzato tutto il funzionamento cognitivo. Perciò potremmo aspettarci che opinioni, verità di seconda mano e sistemi di credenze possono aver alterato la nostra percezione dei fatti al punto da condurci verso una rigidità di pensiero che ci fa stare tutto il tempo in ansia riguardo al futuro e in stato di colpa riguardo a ciò che è accaduto in passato e di essere in ostaggio di noi stessi.

Le decisioni prese in Strategia e Autorità a parte ridefinire traiettorie, investimenti energetici o disinvestimenti, quello che fanno è di attivare e mantenere nel tempo il processo di decondizionamento. 

Tutte le alterazioni cui abbiamo sottoposto la nostra forma in seguito a decisioni a lei non coerenti, l’hanno modificata a livello visibile e invisibile perché per concretizzarle abbiamo messo in modo anche processi biochimici ben specifici.

Questa profondo studio sui centri e presa di consapevolezza dei propri modelli mentali di compensazione, è contenuto nella prima parte del LIVING YOUR HUMAN DESIGN che si terrà a Udine, 1-4 Novembre 2018. Clicca sul link per maggiori info e iscrizioni.


Monica Comar, Consulente e LYHD Guide

lunedì 8 ottobre 2018

Il Centro della Gola nel corpo Grafico


Comprendere i meccanismi che ci fanno funzionare da un certo punto di vista rilassa. E’ come se qualcuno ci togliesse un peso di dosso.

Quello che fa veramente la differenza però, è la consapevolezza di quali cose è in nostro potere lasciar andare rispetto a quelle che non possiamo lasciar andare perché fanno parte del nostro modo di essere, pertanto affidabili e necessarie per noi.

Osservando il corpo grafico, nel momento in cui la nostra parte più profonda vuole o deve esprimersi, segue un semplice meccanismo, si dirige verso la Gola, che è il centro di trasformazione di energia in azioni o forma, e di pensieri in parole.

Tutte le volte che il centro della Gola è definito, c’è una naturale propensione a scaricare i pensieri verso la loro manifestazione verbale (specie se c’è un collegamento diretto tra Ajna e Gola) oppure c’è la tendenza a trasformare l’energia che c’è all’interno del nostro corpo in qualche cosa di fisico e visibile come un’azione, un progetto.. in sostanza iniziamo.  

Se ci prestiamo attenzione, la capacità di iniziare o manifestare è solo un potenziale che si attiva in modo naturale o forzato, infatti spesso incontriamo resistenze nel procedere perché non assecondiamo il modo più congeniale a noi per manifestare e non azzecchiamo i tempi per farlo.

Anche se c’è una Gola definita e quindi si dispone di una capacità consistente e “irresistibile” di parlare o di avere accesso diretto alla manifestazione, non sempre c’è la consapevolezza di sapere quando, che cosa e come manifestare.


D’altro canto la Gola aperta mostra come la manifestazione è sempre collegata e connessa al condizionamento (una specie di supporto) di qualcun altro o all’attesa che si creino le circostanze per interagire con qualcuno che ci sostiene nel nostro processo di manifestazione.

In entrambi i casi Strategia e Autorità fanno la differenza.

Secondo il mio modo naturale di decidere utilizzerò nel modo corretto quell’acceso consistente alla Gola (ovvero il centro è colorato), oppure riuscirò a scegliere quali sono i condizionamenti corretti che mi permetteranno di avere assenza di resistenza a livello di manifestazione ed efficacia dei risultati, che si traducono con le parole: pace, soddisfazione, successo, sorpresa..

Apprendi e sperimenta come funzionano i centri e come vivere il tuo disegno assecondando i tuoi meccanismi naturali, e ogni disegno hai i suoi..

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Partecipa al prossimo evento formativo in programma, iscriviti dal link. 

LIVING YOUR HUMAN DESIGN
Udine, 1-4 Novembre 2018
https://monicacomar.lpages.co/living-your-human-design/
Iscrizioni a prezzo ridotto entro il 10 Ottobre

Monica Comar, Consultant Human Design e LYHD Guide