domenica 1 luglio 2018

Condizionamento umano , Sé e Non Sé

Il condizionamento è un fenomeno fisico e meccanico che interessa l'essere umano e che si realizza in particolari circostanze: è necessaria la prossimità aurica mantenuta per un tempo consistente (qui non considero quello derivante dai transiti).

Quando ci accade, per noi diventa anche un fenomeno bio-chimico, ovvero è in grado di alterare la chimica del nostro corpo e di conseguenza la percezione di tutto ciò che accade attorno a noi.



In Human Design® si pone parecchia enfasi sulle conseguenze di ogni genere di cambio della nostra percezione una volta che veniamo condizionati, sia che si tratti di un condizionamento nutriente per noi o no.

E' a tutti gli effetti un grande aiuto. Questo perché il condizionamento, che è inevitabile, può essere così persistente che la nostra bio-chimica persiste anche lei in questo stato condizionato tanto da alterare la percezione di chi siamo.

Ma è un disastro! Beh! Dipende da che prospettiva osserviamo questo fenomeno che in realtà è naturale e accade sempre.

E' meccanico perché segue determinate regole, le regole della forma (intendendo con ciò come il nostro corpo funziona) e per tale ragione è prevedibile nelle sue manifestazioni e nei suoi effetti: quello che in Human Design® viene definito come strategie di compensazione.

Il punto è che noi come sistemi aperti siamo disegnati geneticamente per entrare in relazione con l'ambiente e gli altri in un rapporto di interdipendenza.

Quindi se una delle regole della forma è di essere una forma o sistema aperto volto a connettersi per scambiare: energia, consapevolezza o altro, è altrettanto vero presumere che ci siano delle modalità - prevedibili - per intercettare, filtrare, riconoscere il condizionamento più idoneo a noi.

Esattamente come quando qualcuno suona alla nostra porta:
a) è il postino, si ferma all'ingresso ma non entra in casa..
b) è il vicino che ci chiede lo zucchero, lo facciamo entrare un attimo, ma si ferma poco
c) è il nostro miglior amico, lo invitiamo a stare da noi qualche giorno, e poi lui sa che se ne deve andare perché quella non è casa sua
d) è il nostro compagno/a con il quale condividiamo lo spazio e il tempo in modo tutto sommato permanente.



Quando scegliamo che ospite entra in casa nostra, non ci lottiamo contro, ci parliamo e lo viviamo per lo scopo per cui è lì. Quindi ogni ospite sarà diverso e ci condizionerà in modo più o meno intenso o duraturo.

Perciò un'altra regola è che il condizionamento è qualcosa che va vissuto nel profondo perché abbia un senso. 

Se abbiamo accesso alle nostre regole per scegliere e non subire il condizionamento - dove per regole intendo il modo in cui funziona la nostra bio-forma - poi ci dobbiamo affidare ad esso perché il non farlo sarebbe una mancanza di rispetto e un tradimento verso noi stessi. Perché siamo noi che abbiamo deciso di far entrare qualcuno in casa nostra.

Con il condizionamento non sarà possibile essere come prima, si andrà incontro a:
a) cambiamenti bio-chimici del corpo
b) cambiamenti di percezione
c) momenti in cui non sapremo dove saremmo noi e dove comincerà il condizionamento
d) a un certo punto finirà e ci lascerà cambiati
e) se il condizionamento è stato persistente non aspettiamoci che sia facile lasciare andare modelli di comportamento acquisiti o altro..

Ogni bio-forma ha le sue regole meccaniche e naturali di funzionamento (derivano dai centri definiti, dai canali, dalle porte, dal profilo) e possiede altrettante regole meccaniche che spiegano che tipo di alterazione bio-chimiche o percettive subiremo o vivremo. 

Quello che è definito come Sé in Human Design®, rappresenta il nostro potenziale genetico a partire dal quale noi decidiamo  che cosa è giusto per noi. Il Non Sé è il potenziale (genetico, ma non nostro) che abbiamo integrato sotto forma di condizionamento e che crediamo essere noi. In realtà il Non Sé è la possibilità di vedere come l'altro ci nutre grazie a ciò che porta a noi di sé, o come l'altro ci depotenzia perché ciò che egli è, non è utile per noi. Ma l'altro non è un vampiro e noi non siamo delle vittime, e viceversa, si intende.. 

Torniamo sempre allo stesso punto, come prendere la decisione corretta, perché poi dobbiamo vedere che cosa accade e dobbiamo lasciarci condizionare senza opporre resistenze.

Monica Comar, consulente Human Design System® e LYD Guide

lunedì 18 giugno 2018

Come abbiamo perso l'autorità interna..




Il canale 18/58 – il canale del Giudizio – collega il centro delle Radici al centro della Milza. Le Radici, quello che ci connette alla terra, ai suoi cicli e alle sue energie per sopravvivere, qui nella porta 58 è una pressione vitale esistenziale a correggere, mentre la porta 18 è la consapevolezza e l’intelligenza istintiva della Milza di conoscere che cosa correggere.

Il corpo grafico nell’insieme racchiude l’espressione potenziale di tutte le forze vitali archetipiche umane, 36 in tutto, definite grazie alla combinazione intelligente di 64 porte. Infatti, al di là dell’attivazione o meno nel proprio corpo grafico della porta 58 o della 18, come specie umana, in generale tutti conosciamo la pressione a correggere un modello che non funziona bene e che deve essere migliorato. La correzione e il miglioramento sono caratteristiche umane. Una volta una persona disse:

Avete mai visto una rondine costruire un nido a due piani, magari con cucina e soggiorno? No, questo perché essere Umani è altra cosa.

Tornando al modello logico da correggere, scrivere un messaggio via whatsapp significa proprio questo. Il modello logico delle parole disposte in un certo ordine. Il modello per essere efficace e soprattutto condivisibile e comprensibile per il più ampio numero possibile di persone, esige che le parole si dispongano esattamente in un certo modo altrimenti non si riesce a capire il senso del messaggio. Il modello/messaggio può essere sempre migliorato, e ogni volta che riusciamo a spiegarci meglio perché abbiamo usato e disposto le parole giuste, virgole comprese, proviamo gioia o addirittura soddisfazione.

Se andiamo più a fondo nella psicologia della forza vitale del canale 18/58, dobbiamo dire che per correggere qualche cosa, da un certo punto di vista prima dobbiamo giudicare – in senso amorale e oggettivo – che il modello precedente va revisionato, migliorato o implementato. Lo potete osservare ovunque: nuovi modelli di auto, nuovi modelli comunicativi.. Quindi c’è un giudice, un’autorità superiore al modello, che lo valuta, lo testa in modo obiettivo e poi decide dall’alto della sua posizione autorevole di fare qualche cosa.

Ecco noi “umani” siamo modelli logici sofisticatissimi. C’è un’intelligenza superiore che governa come funziona il corpo e delle regole a noi più o meno manifeste che si occupano di garantire il corretto funzionamento della forma. Ma non siamo piante. Ci sono le regole di funzionamento del corpo, devi mangiare, dormire.. più una serie di altre regole, sociali, diciamo. Dobbiamo essere educati. E qual è l’autorità superiore che decide, dispone e regola il corretto svolgersi del passaggio del modello educativo? Facile: l’autorità genitoriale. Quindi noi nasciamo con un’autorità decisionale già delegata, ed è un bene che sia così perché prima di essere autonomi ce ne vuole.. qualcuno deve decidere per noi riguardo alla nostra sopravvivenza (centro delle Radici) e al nostro benessere fisico (centro della Milza).

Il tempo passa e si cresce, ma la vera maturazione dell’individuo avviene quando c’è un passaggio di consegne, un effettivo accreditamento di competenze e soprattutto si mette nel cassetto per decorrenza dei termini, quel contrattino di delega del potere decisionale sottoscritto quando eravamo nella pancia di mamma.
La psicologia, e ormai lo sappiamo tutti, sostiene giustamente la rivolta adolescenziale contro i genitori perché il genitore, in veste di educatore attraverso regole e modelli ha lasciato spazio, o dovrebbe averlo fatto, anche alla crescita delle qualità individuali del figlio. Queste qualità quando sono pronte per esprimersi, si scontrano inesorabilmente con l’autorità genitoriale in primo luogo perché sono diverse e poi perché devono fiorire.

Perciò tutte le volte che in età adulta siamo insicuri su una nostra decisione o chiediamo ad altre autorità esterne alla nostra di darci l’ok, ho il sospetto che: 
  • Non è avvenuto il passaggio di consegne 
  • La parte autorevole che noi possediamo non si è espressa perché non si sa qual è, visto che non ha avuto il tempo e il modo di svilupparsi

Se decidiamo sulla base di una autorità che non è la nostra, è naturale che saremo insicuri. Infatti se io decido con tutta me stessa, non mi importa, né cerco approvazione o l'ok all’esterno. Sono in realtà presa a vivermi la decisione con le sue responsabilità e conseguenze. Faccio talmente la mia storia che non ho il minimo interesse a revisionare continuamente la decisione di partenza perché questo significherebbe non viverla a pieno, non darmi al 100%, non apprendere nulla, e una volta finita l’esperienza, non essere in grado di girare pagina in modo sereno ed andare avanti verso ciò che la vita mi riserva perché sotto sotto c’è quel sapore spiacevole di incompiuto.

Quindi uno degli aspetti da considerare, alla radice dello sviluppo della propria vita, è il riappropriarsi della propria autorità interna, che poi sarebbe il proprio potere personale. Non c’è tempo per mettere continuamente in discussione una decisione: ma avrò fatto bene? Tu che ne pensi? È la cosa giusta per me? Piuttosto è il momento di viverla la decisione, di darsi alla vita ognuno con i propri doni personali. O no?

Nel prossimo articolo il tema sarà come riconoscere la propria autorità interna, accorgersi se stiamo decidendo sulla base di un modello educativo che ci è stato utile ma ormai non è più funzionale, come rendersi conto se stiamo vivendo secondo un modello genitoriale e se stiamo facendo la stessa cosa con i nostri figli.

Se volete andare a fondo di tutti i meccanismi condizionati di tutti i centri, è utile il seminario Living Your Human Design - udine dal 28 giugno al 1 luglio. Ci sono 2 insegnanti con due prospettive diverse ma integrate. Semplifichiamo l’informazione, la raddoppiamo nei contenuti, la intensifichiamo con le condivisioni, consegniamo le chiavi pratiche per lavorare nel quotidiano. 

Monica Comar, consulente Human Design System® e LYD Guide