mercoledì 19 febbraio 2014

La mia Prospettiva personale



Incarno il disegno di un Proiettore splenico. Per chi non conosce Human Design System (HD) le parole “proiettore” e “splenico” potrebbero non avere alcun significato o un significato vago. Sono comunque concetti nuovi. Quello che è nuovo attrae o allontana. Io ne sono stata attratta. Ed è accaduto che ho approfondito, come sto facendo, questo messaggio eretico di come la nostra architettura genetica ci ha dato una forma, e quale sia il modo più intelligente di farla funzionare, esattamente come esiste dentro di noi una forza intelligente che ci fa respirare e contemporaneamente circolare il sangue nelle vene.

Nessuno può negare che siamo essere complessi. Se mi soffermo a pensare che c’é tutta la nostra biologia, la nostra emotività, la nostra energia mentale all’opera 24 ore su 24, a volte mi sento sopraffatta e piena di meraviglia. Come fa a funzionare tutto assieme, come si mantiene sempre e costantemente questo equilibrio tra forze, energia e materia? Il miracolo della vita, l’inconoscibile di quello che è la vita, quello che i mistici chiamano “amore”, o per lo meno, una delle espressioni dell’amore.

Questi sono i tempi in cui si parla di energie, o meglio della consapevolezza che le energie governano l’universo. I grandi iniziati lo hanno sempre saputo, molti di loro hanno perso la vita per diffondere questa idea. Pur tuttavia ci incarniamo nella materia.

Qualche tempo fa ho assistito a un filmato molto interessante, una storia vera che ci dice fin dove si spinge l’animo umano ma anche che ci riporta a cosa siamo in termini di materia. Una donna perse la madre per cause naturali, non voleva seppellirla o conservarne le ceneri in un vaso, perciò si rivolse a un’agenzia, che in America esiste per davvero, che crema i defunti, sottopone le ceneri a temperature elevatissime e mediante un procedimento chimico le trasforma in carbonio puro, un diamante, insomma. Questa donna voleva portare sua madre con sé mettendosela al dito. Non discuto sul gesto che a qualcuno parrebbe blasfemo o irrispettoso o non so che altro, ma vorrei portare l’attenzione su un altro aspetto. Quella consapevolezza incarnata in donna ha visto trasformato il suo stato materiale da forma biologica umana a forma minerale purissima. Viaggiamo nella forma e da una forma all’altra. Curioso? Spaventoso? Intrigante? Naturale? Insensato? Potrei proseguire con gli aggettivi, tante quante sono le singole prospettive incarnate in ogni bio-veicolo, secondo la terminologia adottata da HD per definire il corpo che abitiamo.

Perciò cos’è una prospettiva? E perché è così limitata? A che serve? Perché è importante esprimerla? Perché non la esprimiamo pienamente? Infatti, quando mi sono avvicinata a HD, sentivo che la mia prospettiva non veniva espressa pienamente, sentivo le mie potenzialità inespresse, mi sentivo dentro un guscio, non ancora nata si potrebbe dire, ma non solo.. nell’impossibilità di farlo perché tutto intorno è organizzato per impedire una vera espressione naturale di quello che ognuno di noi incarna. Le ragioni? Molteplici. Non a caso sono dovuti nascere centinaia di modi per liberare parti di noi dal condizionamento genetico, parentale, sociale, ambientale, planetario e così via, un insieme di energie e forme a volte in contraddizione, a volte in sintonia fra loro. E tutto questo esiste e continua ad esistere secondo un equilibrio proprio che si auto-aggiusta ogni volta che si creano scompensi, e che auto alimenta sé stesso.

In questo caos sensato, tutto funziona. Allora perché noi, o per lo meno parte di noi, siamo in uno stato di sofferenza, ci sentiamo inadeguati, invasi, appesantiti, legati, incompresi, schiavi senza catene? HD risponde a molte di queste domande, e qui mi riferisco solo alla mia parziale conoscenza del sistema. Parto da me, da dove potrei partire sennò?


Una volta che osserviamo il nostro disegno o la nostra Rave Chart, si svela la nostra meccanica, le nostre attivazioni genetiche, come si muove la nostra forma nella forma e insieme alle altre forme, qual è la nostra intelligenza specifica, e, andando oltre con la decodifica, si potrebbe addirittura ipotizzare quali saranno le esperienze che ci aspettano, questo sulla base che ci incarniamo con una certa dotazione tecnica, diciamo, con centri strumenti pronti all’uso, che la vita ci chiamerà, prima o poi, ad utilizzare.

È doveroso rispettare la forma biologica che incarniamo? Si certo, è un’opportunità. Un potenziale. Attraverso di essa compiamo la nostra vita, ma cosa accade spesso? Che non la rispettiamo, la sfruttiamo, le facciamo fare cose per cui non è adatta, la abusiamo, andiamo oltre il limite concesso e forse altro ancora. Perché lo facciamo in modo così palesemente idiota? E se finalmente questo libretto d’istruzioni incominciassimo a leggerlo e ad usarlo? Come? Prima di tutto cominciando a smettere di fare quello che non ci appartiene, solo quello, all’inizio. Facile? Per niente, proprio per niente.

È una sfida e una lotta affermare se stessi, difendersi e viversi. Passare un’intera esistenza schivandosi è ancora peggio. Perciò il primo passo per chi si sente attratto da HD e dal suo disegno, dal suo codice personale, è di farselo decodificare. Tutto qua. Poi si comincia a smettere di fare quello che non è utile per se stessi, poi si comincia a vivere il proprio disegno. Non ci sono vie facili. Inutile raccontarsela. C’è da starci su e sperimentare, è così qualsiasi sia la strada scelta per realizzare la propria vita.

Monica Comar