lunedì 10 marzo 2014

I Proiettori, l'invito e la decisione



Human Design System è chiamata la scienza della differenziazione, ma io mi spingo oltre, direi anche la scienza della complicazione se non ci andiamo un po’ cauti all’inizio. Infatti, bisogna prestare molta attenzione alle informazioni che si possiedono in merito, accertarsi che siano affidabili, che provengano da fonti attendibili e che non siano aggiustamenti che compie la nostra mente quando sente un concetto nuovo, gli dà una forma distorta, e alla fine ci distoglie ancora una volta dal modo migliore che abbiamo per muoverci e decidere.

Perché di decisioni si tratta. La nostra giornata procede perché noi facciamo delle scelte, consapevoli o meno. Partiamo dalle scelte più piccole come quale vestito indossare il mattino, a quelle più importanti, magari come quella che siamo chiamate a fare quando “finalmente” il nostro compagno ci chiede di iniziare una convivenza. Faccio questo esempio perché io sono una donna e la convivenza per me, è una scelta importante.

Ebbene se inseriamo i nostri dati di nascita qui: http://www.jovianarchive.com/Get_Your_Chart oppure qui http://www.humandesignitalia.it/human-design/guarda-la-tua-rave-chart/, possiamo scoprire a quale tipo apparteniamo e qual è il nostro modo, la nostra strategia per prendere le decisioni corrette secondo il nostro tipo. Nel nostro caso ci interessa il tipo Proiettore la cui strategia dice di “aspettare l’invito”.

È quasi certo che andremo a frugare nella memoria e a pescare tutte le volte che qualcuno ci ha invitato a fare qualcosa, poi magari penseremo se ci piace l’idea di essere invitati, magari a un certo punto ci sentiremo agganciati da qualche immagine del passato o da qualche fantasia, comincerebbero le domande i dubbi, oppure le false sicurezze. Onestamente parlando, quello che in Human Design System s’intende per invito è proprio tutta un’altra cosa rispetto alle nostre immagini mentali e convinzioni.


L’invito per i Proiettori è un invito per guidare l’energia di altri – qui s’intendono gli altri energetici, in modo particolare i Generatori. Perché il Proiettore riceve questo speciale invito? Accade sulla base di un riconoscimento delle sue qualità di guida. Facile dirà qualcuno, e magari quel qualcuno è proprio la nostra mente presa da un delirio di onnipotenza. Direi di no, non è facile, né immediato, né scontato.

Noi Proiettori anche se Human Design System ci premia con questa bellissima definizione di “guide naturali”, è difficile che riusciamo a esserlo veramente. Viviamo una vita come super energetici, trasformiamo letteralmente la nostra chimica corporea e quindi la nostra fisicità, i nostri pensieri e abitudini, cominciamo sin da piccoli a “strutturarci” tanto che le nostre qualità o intelligenze che siamo incarnati ad offrire al mondo nel migliore dei casi sono addormentate, seppellite, irretite, atrofizzate, distorte. Visione troppo negativa? Serve a riportarci nel mondo reale.

Sotto questa sovrastruttura, molto al di sotto, ci siamo noi e le nostre qualità, le stesse per le quali dovremmo essere invitati. Quali siano le qualità che si possiedono, è possibile saperlo leggendo il Corpo Grafico. Dopo di che, una volta che cominciamo a vivere il nostro disegno, cominceremo a essere visti, riconosciuti e invitati per ciò che siamo. Questo processo di ritorno a noi che parte con il ricevere l’informazione del proprio disegno, è un processo lungo, mira all’abbattimento della sovrastruttura che ci limita e ci impedisce di essere visti, e tecnicamente si chiama “decondizionamento”.

Quando saremo un po’ decondizionati, quando tutto il nostro essere comincerà a “respirare” per com’è, solo a quel punto potranno arrivare i veri inviti. Saranno inviti che avranno a che fare con il lavoro che meglio ci rappresenta, con la relazione corretta per noi, con un eventuale cambio casa per essere catapultati finalmente nell’ambiente che meglio ci supporta energeticamente e ci nutre.

Gli inviti che ci facciamo quotidianamente – ti va un caffè assieme? – sono bene accetti, come pure gli inviti a cena, io li considero una specie di rodaggio della nostra autorità. Dobbiamo sperimentarla. Ad esempio io ho un’autorità splenica, ovvero decido sulla base del mio istinto in modo spontaneo. Ad esempio, poiché sono sempre una donna, può essere che riceva un invito a cena da un uomo che istintivamente non mi piace, in quel caso rifiuto l’invito. Il mio istinto mi dice “lui no” e il bello è che non so il perché, ma l’istinto funziona così, è la mia autorità, mi fido. Non tutti chiaramente abbiamo un’autorità istintiva. Dalla lettura del disegno si scopre anche questa importante informazione.

Anche gli inviti di rodaggio hanno la loro importanza, è chiaro. Ci permettono di fidarci sempre di più della nostra autorità, ci evitano situazioni dannose o pericolose. Se il mio istinto mi dice che non devo fidarmi di quell’uomo che mi invita a cena, magari mi evito una serata pessima perché lui parla solo di sé stesso e alla fine mi trovo stanca morta e con un conto energetico in rosso.

Di sicuro accettare una proposta di lavoro in America seguendo un’autorità che non è la propria, è molto più rischioso, implica un movimento energetico notevole da più punti di vista, è un cambio vita, magari la nostra unica opportunità di realizzarci. Poniamo che intervenga la mente in una decisione del genere, che ci freni e ci trattenga quando per noi sarebbe ok, o che ci spinga ad andare quando per noi sarebbe meglio rimanere. Ma come? Facciamo tanta fatica per destrutturarci, per decondizionarci, per essere visti, riconosciuti e invitati e poi decide la nostra mente per noi?   

Monica Comar

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