domenica 12 giugno 2016

9 domande di controllo per misurare la disarmonia del tuo corpo energetico e mentale


Questa volta andiamo a un livello pratico di come può essere usato Human Design System® nel quotidiano al punto da riuscire a scoprire da soli quanto siamo identificati con i condizionamenti o le convinzioni di essere liberi di decidere senza interferenze esterne.

Se si osserva un corpo grafico, o mappa genetica, scaricabile gratuitamente da qui www.jovianarchive.com oppure da quiwww.humandesignitalia.it quello che emerge è una sintesi in forma grafica del nostro corpo energetico e mentale.

A volte si rimane colpiti dal disegno per quanto è colorato o per quanto non lo è. Ci sono persone che sono preoccupate dal vedere troppi colori e altre che sono preoccupate dal vedere tutti quei centri e quei canali bianchi che erroneamente vengono spesso definiti come “vuoti”.

La frase che si sente spesso è “oddio ho la testa vuota” quando è semplicemente non definita, oppure “c’è tanto bianco, pensavo di essere più colorato, c’è qualche cosa che non va?” Non c’è nulla di anomalo né in un caso, né nell’altro. Piuttosto può essere interessante capire che cosa significa essere definiti, ovvero colorati, o essere non definiti, cioè bianchi nei centri del nostro disegno.

Per comprenderlo meglio bisogna tornare all’infanzia, tutto comincia da lì, è perfino troppo banale. Sin da piccoli la realtà in cui siamo immersi dal primo vagito è qualcosa che è più grande di noi e cui dobbiamo adattarci. L’ambiente, la società, la famiglia, cominciano in modo molto naturale a costruire il nostro tessuto psicologico e quindi il nostro comportamento e ben presto cominciamo a rinunciare all’espressione di parti di noi a beneficio del quieto vivere, del sistema o del gruppo in cui siamo inseriti. Capita a tutti, nessuno escluso.

Impariamo a nostre spese che essere quello che siamo diventa un problema e diventa sempre più difficile esprimerci in modo naturale, soprattutto perché siamo piccoli e confusi e coinvolti in un sistema educativo che non lascia vie di fuga, della serie “se tutti fanno così e io non faccio come tutti, sono io che ho un problema”.

Dato che il “chi siamo” era qualcosa che non andava bene, per non mostrarlo, per correggerci, le abbiamo provate tutte, siamo diventati degli esperti in mimetismo, non ci siamo accorti che in realtà ci stavamo omologando o, peggio ancora, che stavamo spegnendo la nostra energia vitale e la possibilità di esprimere il nostro vero potenziale.

Anche se onestamente parlando, dobbiamo ringraziare il fato e il fatto che noi “umani” siamo veloci ad apprendere modelli di comportamento e sistemi di credenze pur di integrarci o di non sentirci isolati e quindi di vivere.

Violare la propria natura, mettere a tacere la libera espressione di ciò che siamo, è un processo laborioso e intelligente e viene svolto in maniera ineccepibile e ammirevole, all’altezza del livello evolutivo della nostra specie, ma per fortuna è prevedibile, può essere codificato e riconosciuto sulla base proprio di quei centri bianchi che possediamo. In realtà anche dei canali, ma per cominciare, approcciare i centri è già abbastanza.

Come possiamo cominciare ad accorgerci da soli di aver operato tutta questa complessa operazione in cui ci siamo messi in esilio dentro noi stessi?


E’ sufficiente rispondere ad alcune semplici domande e se ci sono troppi sì, questa potrebbe essere una spiegazione del perché vivere la nostra vita ci pare un inferno. La buona notizia è che da quell’inferno è possibile uscirne se si conoscono e si usano gli strumenti appropriati.
Cominciamo guardando i centri bianchi del nostro disegno e per ognuno di loro poniamoci la relativa domanda di controllo. Naturalmente barare non serve a nulla, e nemmeno trovare giustificazioni a eventuali sì che dovessero emergere come risposta.
  • Centro delle Testa aperto: Stai ancora cercando di rispondere a domande che non ti riguardano?
  • Centro Ajna aperto: Stai ancora cercando di convincere qualcuno sulle tue certezze?
  • Centro della Gola aperto: Stai ancora cercando di attirare l’attenzione?
  • Centro G aperto: Stai ancora cercando amore? Stai ancora cercando una direzione? O la persona giusta o il posto giusto?
  • Centro del Cuore aperto: Stai ancora cercando di dimostrare qualche cosa? 
  • Centro Emozionale aperto: Stai ancora evitando il confronto e la verità?
  • Centro Sacrale aperto: Non sai ancora quando abbastanza è abbastanza?
  • Centro della Milza aperto: Sei ancora aggrappato a quello che ti pregiudica?
  • Centro delle Radici: Stai ancora andando di fretta per liberarti dalla pressione di finire le cose?

Le domande sono semplici ma spietate. Alcune incomprensibili tanto facciamo resistenza all’evidenza dei fatti. Forse sono più di 9, ma non è questo il punto. Il punto sono i sì e i no che abbiamo fornito come risposta. A un qualche livello siamo coinvolti in questo processo di occultamento di chi siamo veramente a favore del personaggio in grado di affrontare il mondo perché è perfettamente integrato con le sue regole anche se strambe, odiose e malsane?

Se sentite che quel personaggio vi sta stretto, una modalità per entrare in possesso delle chiavi che aprono le porte dietro alle quali ci siamo tutti nascosti è la lettura individuale, anche se è dal Living Your Design che impariamo a gestire la nostra energia e la nostra mente proprio sulla base di chi siamo smettendo di allontanarci dalla nostra natura, anzi riavvicinandosi ad essa e risvegliandola.

Monica



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