domenica 12 giugno 2016

Il potere trascendente delle decisioni


La ragione per cui esistono posti come Starbucks (catena americana dove vendono ogni tipo di caffè) è che gente che non possiede la minima capacità di prender decisioni deve prenderne almeno sei per prendere una tazza di caffè.. lungo, ristretto, con latte scremato, decaffeinato, con dolcificante, senza zucchero, con zucchero di canna.. moka frappé grande..
Così gente che non sa che cavolo fare o perché è al mondo, riesce con solo 2 dollari e 85 a ottenere non solo una tazza di caffè, ma una decisa consapevolezza di sé.. 
[tratto dal film “C’è posta per te” con Meg Rayan e Tom Hanks]


La maggioranza di noi, crede di essere libera. In realtà la nostra libertà non esiste perché di fatto procediamo nella vita compiendo decisioni. Dobbiamo decidere, non siamo liberi di non farlo. La vita è un susseguirsi infinito di decisioni, consapevoli, inconsapevoli, indotte, condizionate..

Una decisione dopo l’altra e la nostra vita si costruisce, mattone su mattone.

Quindi a pensarci bene decidere ha un certa importanza, e sapere come decidere nel modo corretto per noi, è forse l’ultima espressione di libertà che ci rimane.

Ci si libera dal peso e dalla colpa. Se decidiamo correttamente non ci sarà alcun peso né colpa rivolti verso noi stessi o verso chiunque abbiamo a tiro al momento. E perché mai dovrebbero esserci? Se la decisione è giusta è giusta. Punto.

Spesso accade anche una cosa molto ridicola a pensarci, ovvero c’è qualcun altro che decide per noi. Possiamo essere noi stessi a permetterlo, magari delegando completamente la facoltà decisionale “fai tu, va bene quello che decidi tu..” oppure qualcun altro si permette di farlo “devi fare così e cosà perché per me ha funzionato così e cosà, e perciò va bene anche per te”.

Magari chi ci dice come decidere è una persona autorevole ai nostri occhi, è una persona esperta di un certo settore, o cose di questo genere.


Non sarà che siamo stanchi di decidere o che abbiamo paura di farlo? Mi viene in mente quell’aneddoto che invita le persone a lanciare in aria una moneta. Indipendentemente dall’esito del lancio, sappiamo bene se vogliamo che esca testa o croce e tutto ciò che questo rappresenta, ancora prima che la moneta tocchi terra.

Le proviamo tutte per non entrare in contatto con quella parte intima e profonda di noi che sa che cosa è giusto. Manchiamo di coraggio? Tutto sommato non credo, forse è solo la paura delle conseguenze che ci manda in tilt.

Ad ogni modo la faccenda è molto semplice, ognuno ha un proprio processo decisionale corretto, lo ha sempre usato in realtà, solo che a volte non sa rientrarne in contatto, non lo sa decodificare, oppure lo sa fare ma c’è talmente tanta carne al fuoco che pensiamo di non farcela con quel che potrebbe succedere dopo.

Quando tutto fila liscio, quando le cose scorrono, quando c’è la sincronia tra gli eventi, quanto c’è la sintonia e la assonanza spirituale con coloro che ci circondano, stiamo vivendo le conseguenze di una decisione corretta, anche se fuori piove e ho bucato la gomma della bicicletta. Ci sentiamo in traiettoria e sulla strada della nostra vita.

La mappa del disegno serve a questo, ci permette di riconoscere in un modo sorprendentemente logico qual è il nostro modo di decidere, senza inventarsi nulla di nuovo in realtà, o trasformarci in quello che non siamo, anche se fino ad ora abbiamo firmato più deleghe in bianco che autografi, dimenticandoci che siamo noi le star del nostro personale film chiamato vita.
Monica

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