domenica 12 giugno 2016

Si possono superare i limiti delle nostre percezioni?


A un certo punto la conoscenza dell’altro si sospende, si deve sospendere perché non si può comprendere con la propria consapevolezza chi è l’altro fino è fondo.

L’altro ci arriva e noi in qualche modo lo “filtriamo” attraverso i nostri sensi e quindi attraverso la nostra consapevolezza. Già questo ci rimanda un altro spezzettato e approssimato.

Il passaggio successivo è cercare l’altro tra i modelli di “altri” simili contenuti nella nostra memoria, noi pensiamo sia l’altro, ma nella migliore delle ipotesi è probabile che sia noi + l’altro perché c’è il limite della nostra forma fisica, mentale e spirituale che altera e colora la percezione e il segnale non può arrivare pulito.

Forse questo segnale arriva un po’ più nitido se siamo in uno stato ricettivo e di calma, ma di base noi stessi siamo il limite del nostro apparato ricevente.


Inoltre non possiamo vedere nell’altro ciò che non abbiamo visto dentro noi stessi. Altrimenti come potremmo riconoscere qualcosa che non abbiamo mai conosciuto prima?

A volte qualcuno sulla base del suo vissuto ci può insegnare a vedere nell’altro ciò che ancora non vediamo, ma è fidarsi di ciò che dice quel qualcuno, e se non lo sperimento da me, non ho alternative, credere sulla fiducia, così un insegnamento diventa un dogma e quel qualcuno un guru, ad esempio..
Monica

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