lunedì 21 novembre 2016

Dammi tre parole.. e descrivo il tuo profilo

Il profilo è un altro codice da decriptare presente sulla vostra Rave Chart. Ci mostra le caratteristiche dell'attore che interpretiamo nel film chiamata vita. 

Naturalmente per ogni profilo potremmo dire molto, e comunque tutto va integrato con il tipo, i canali attivati, le porte.. ed inserito nella struttura duale conscio e inconscio.. altro motivo per cui Human Design System si chiama scienza della differenziazione.. 

Le combinazioni possibili, ovvero i profili possibili sono 12. Dall'immagine si comprende come è costruito un profilo e quali sono le linee che lo compongono. 

Per conoscere la vostra configurazione potete scaricare gratuitamente qui la vostra Rave Chart e in ogni caso per avere una visione più completa del vostro disegno la lettura individuale risponde a questa esigenza.


Divertitevi a creare le combinazioni con alcune delle parole chiave delle linee che compongono il vostro profilo e poi cliccate sul link che vi spedirà su Twitter dove ho postato una frase per ogni singola linea.

E' un piccolo gioco per rendere le cose più divertenti, però è anche interessante e rivelatore questo aspetto..


Parole chiave per ogni linea: Linea 1 investigatore, ricerca, base solida.. Linea 2 eremita, timidezza, talento.. Linea 3 martire, prova ed errore, elasticità.. Linea 4 opportunista, fiducia, network, amicizia.. Linea 5 eretico, praticità, aspettative.. Linea 6 modello di ruolo, ottimista, transizione 

Esempio: per un profilo 1/3 le mie caratteristiche sono di investigare, e ricercare la base solida, allo stesso tempo sperimentato attraverso le prove e gli errori la mia elasticità.. 

Buon divertimento

Monica Comar, LYD Guide




sabato 12 novembre 2016

La rabbia è una predisposizione genetica?

Nel corpo grafico ci sono dei canali – forze vitali – che possono esprimersi con una frequenza di sottofondo di rabbia.

Il tema della rabbia appartiene al tipo manifestatore quando opera non allineato alla sua natura, perciò negli altri tipi (generatore, proiettore e riflettore) la rabbia è espressione di una distorsione multipla. Sia perché è vissuta come se si fosse dei manifestatori, sia perché i canali manifestanti emettono rabbia quando sono vissuti distorti.



Una cara amica una sera mi ha raccontato di aver letto la biografia di Osho nella quale veniva riportato che lui, sin da piccolo, non ce la faceva proprio ad arrabbiarsi. Osho era un proiettore (ndr).

Il talento o la capacità di stare con l’animo in pace non è solo una conquista di un manifestatore illuminato – senza entrare nello specifico di che cosa voglia dire essere illuminati - è soprattutto una predisposizione genetica che non prevede che alcuni individui, salvo che non siano sottoposti a condizionamento “intensivo e distorto” non sono qui per sperimentare.

Tuttavia se si possiedono attivati i canali 45/21, 12/22, 35/36, o solo una delle due porte che compongono i canali, il tema della rabbia può comparire comunque, specie se non siamo allineati a noi stessi oppure quando entriamo in relazione con l’altro e quindi siamo sottoposti all’inevitabile e naturale condizionamento.

Quindi possiamo essere dei proiettori ma avere qualcuna delle porte - manifestanti - attivate o, se siamo generatori e possediamo uno di quei canali attivati, trovarci a essere dei temibili avversari, verbalmente aggressivi se non di peggio, specie quando ci troviamo in un’aura pubblica. Basti pensare che cosa accade allo stadio quando alla squadra avversaria viene concesso un rigore inesistente.

Non riuscire a trovare questo stato di pace, di conseguenza, non dovrebbe essere vissuto come una colpa, una mancanza, una qualche tipo di inadeguatezza, ma come una condizione dell’essere umano che tranne rari casi, vive sempre assieme agli altri e prima o poi è sempre coinvolto in qualche tipo di confronto acceso.

Un generatore potrà essere perciò sia frustrato che arrabbiato, un proiettore sia arrabbiato che amareggiato, così pure un riflettore alla rabbia può aggiungere la disillusione. Una visione un po’ triste della vita, ma bisogna dirlo, può succedere.

Può essere anche utile sapere che se si è coloro che per disegno genetico la rabbia la amplificano – perché si hanno quei canali o quelle porte non definiti, ovvero colorati di bianco – si porta dentro di sé la rabbia che appartiene a qualcun altro. Pensare di gestire la rabbia di un altro credendo che sia la propria è una pena, però farla scorrere più velocemente fuori dal sistema corpo senza troppo pensarci è senz’altro salutare.

Tuttalpiù potrebbe essere interessante comprendere se la nostra decisione di sottoporci a quel condizionamento sia stata una decisione nostra o che caspita di decisione fosse..
Invece per chi ricade nella condizione interiore di rabbia perché geneticamente è predisposto e quindi tentato a farlo – i manifestatori e coloro che hanno quelle attivazione di cui si è detto sopra – trovarsi in questo stato alterato è il segnale che è già troppo tardi, il dado è tratto, non si è rispettata la propria natura, e il nostro essere protesta.

L’espressione della rabbia, che come scopo ha quello di allontanare la causa del dolore o di distruggere la fonte della profonda paura di affermare se stessi, per lo meno è un processo di liberazione di sofferenza – meglio fuori che dentro diceva Shrek– il punto è che non è mai un processo gratuito, per nessuno, e tende a ripetersi, se non se ne individua l’origine..

[I temi legati alla rabbia, ai canali manifestanti e ai tipi, non si esauriscono naturalmente in queste poche righe.]

Monica Comar, LYD Guide