lunedì 24 aprile 2017

La metafora del treno per capire come funziona un Plesso solare

Continuiamo il piccolo viaggio all'interno del centro del Plesso Solare e di temi come girare pagina quando una esperienza è terminata, il lasciar andare senza strascichi, rimpianti, rimorsi, o qualsiasi tipo di sospeso.


Possiamo senz'altro procedere per analogie, e riconoscere che se non riusciamo a digerire un boccone, tutto si ferma sullo stomaco, e se questo organo non produce correttamente le sostanze per la digestione, il cibo arriva all'intestino e quest'ultimo non riesce ad estrarre i nutritivi che servono a nutrire a livello profondo l'organismo e poi a eliminare gli scarti di cibo non utili.

Quando parliamo di Plesso Solare siamo in questo spazio, siamo in una fase della digestione non solo di alimenti ma anche di esperienze. Infatti quello che per noi può essere inteso come cibo e nutrimento si può estendere a molto altro che a un semplice panino al prosciutto.

Quello che non si sa invece, è che a seconda che il Plesso Solare sia definito (colorato) o aperto (bianco), si avrà un modo diverso di funzionare a livello di emozionalità e quindi di digestione e chiusura corretta di esperienze, ovvero senza strascichi vari. Non si può affermare che tutto nella nostra vita si risolva come per magia una volta che si è compreso come si funziona, ma per lo meno si comprendono molte azioni e re-azioni emotive che abbiamo vissuto nella nostra vita.

I processi di digestione delle esperienze seguono modalità  e tempi diversi, a volte sono lenti a volte più veloci. Sono tutte variabili legate alle attivazioni che abbiamo per disegno. Abbiamo il nostro modo unico di processare le esperienze, oppure il nostro modo è variabile a seconda del condizionamento emozionale che riceviamo? 

  • Plesso definito = Sistema e Modo definiti di processare le esperienze
  • Plesso aperto = Sistema e Modo variabili di processare le esperienze


Non c'è un modo migliore o peggiore, sono semplicemente due modi diversi di vivere le emozioni e processare le esperienze

Che cosa accade di solito quando ci connettiamo alle emozioni che proviamo in un dato momento? Ci colleghiamo alla paura, specie a quella di essere feriti in uno spazio interiore. Le attivazioni emozionali sono pertanto collegate a delle paure profonde, ma si sa che il potenziale che abbiamo è proprio quello di affrontare la paure, di trascenderle e da lì di uscirne rafforzati ma perché si è compreso, integrato, estratto il nutriente che ci serviva per il prossimo passo in avanti nella vita.

Chi ha un Plesso definito avrà delle paure definite con cui interagire e confrontarsi. Chi ha un Plesso aperto ha il potenziale di interagire con un range più ampio di paure emozionali perché è ricettivo e naturalmente predisposto a essere condizionato da più fonti, ma allo stesso tempo può essere anche più fragile specie se decide della sua vita sulla base di paure non sue o vive in ambiente interiore emozionale passato in cui ri-sente un malvissuto emozionale non trasceso.

Tuttavia così come il condizionamento emozionale porta più paure da trascendere, al contempo però può accelerare i processi di digestione e integrazione delle esperienze. Di conseguenza è veramente importante riuscire a decidere con la propria Autorità interna il tipo di condizionamento a cui sottoporsi. Quando è possibile, si intende. 

Immaginiamo di fare un viaggio. Il nostro viaggio inizia da A per andare a Z e viaggiamo in treno perché è un viaggio lungo e a noi piace osservare dal finestrino i paesaggi che cambiano.

P.S. vi rimando a questa pagina Facebook dove due persone splendide che ho conosciuto un po' di tempo fa testimoniano le emozioni che provano girando il mondo e che guarda caso si chiama Viaggio Emozione

Se pensiamo alle emozioni come a un treno che corre veloce lungo i binari, possiamo pensare ai paesaggi che vediamo attorno a noi come il risultato dell'osservazione del territorio grazie al fatto che ci facciamo trasportare da quel treno. Alla fine del viaggio avremo visto una regione in lungo e in largo, dai monti fino al mare, stando nel timore e nella paura di non sapere che paesaggio troveremo quando usciamo dalla prossima galleria e che magari abbiamo buttato i soldi in un viaggio che alla fine non ci piace. 

Però quelle gallerie dobbiamo attraversarle. Galleria dopo galleria, paesaggio dopo paesaggio.. solo con il tempo e con la curiosità di stare al finestrino a vedere che cosa ci succede dentro mentre stiamo osservando il panorama, si costruisce la visione di insieme del territorio, solo col tempo e la pazienza. Solo quando arriviamo alla stazione di arrivo potremmo essere certi che quel luoghi visitati facevano al caso nostro.

Il viaggio di elaborazione delle esperienze del Plesso solare è lungo, c'è bisogno di pazienza ed è pieno di incognite, solo alla fine sai se ti è piaciuto.

Se un Plesso aperto decide di prendere un treno piuttosto di un altro sarà condizionato a vedere il territorio attraverso quella sequenza di paesaggi.. Dai monti al mare.. magari se ne prendeva un altro, il viaggio era dal mare ai monti, e quel territorio chissà, visto da quella prospettiva non fa più al caso suo. In ogni caso, che sia un treno o un altro, è una prospettiva condizionata. 

Magari la prossima volta ne proviamo un altro di treno và, preferisco il locale, quello diretto salta troppe fermate per i miei gusti..

Se non conosci ancora il tuo disegno e vuoi verificare se hai il Plesso solare definito, ovvero se il tuo viaggio emozionale va sempre dai monti al mare oppure hai il Plesso aperto e vuoi capire come cambia la tua percezione in base al tipo di treno su cui sali, puoi scaricarlo gratuitamente QUI o QUI e magari cogliere l'opportunità di approfondire questo aspetto che ti riguarda con una sessione individuale. In questo ultimo caso, volentieri ti guido.

Monica Comar LYD Guide 













venerdì 21 aprile 2017

Plesso solare, 3 strategie per conoscersi e per perdonare.

Cominciamo dal nome che hanno le cose.. 
Il perdono è la cessazione del sentimento di risentimento nei confronti di un'altra persona, come conseguenza si rinuncia a ogni forma di rivalsa o di vendetta [definizione tratta da Wikipedia]
Se parliamo di sentimento e risentimento, siamo nell'area della emozionalità umana e come essa si esprime. Provare un sentimento non è apparentemente qualche cosa che si sceglie, mentre il risentimento non è altro che il sentimento che ripropone se stesso perché quel registro emozionale che si è aperto non si è chiuso nel modo corretto, perciò ritorna fino a che non si è integrato e compreso.



Fin qui tutto semplice. Che cosa ha a che vedere Human Design con tutto questo? E come può aiutarci a comprendere meglio il fatto che perdonare ha a che fare con il sentirsi emozionalmente feriti, che non è una cosa che si può fare a comando ma piuttosto 


è l'esito naturale di un processo di comprensione di ciò che ci accade attraverso l'interazione con l'altro? 
Chi si aspetta di cogliere nelle prossime righe qualche ispirazione filosofica, religiosa o mistica per osservare il fenomeno del perdono o qualche nuovo mantra, non li troverà. Quello che mi piacerebbe riuscire a fare è restituire dignità a questa parola ormai abusata e spiegarla come un evento naturale che accade all'essere umano in quanto tale e che

ha molto a che vedere con l'evoluzione intelligente della specie e con il processo di crescita dell'individuo
Human Design aiuta in questo, a spiegare che i processi di comprensione e perciò di perdono sono diversi tanti quanti sono gli individui, che richiedono tempi e modalità diverse per realizzarsi e che il disegno ci indica la via.

Ma andiamo al dunque. Un sentito che diventa ri-sentito è una emozione vissuta da noi o addirittura da qualche nostro avo di cui siamo agenti manifestanti, non processata correttamente, non compresa e pertanto non integrata che ritorna. Dobbiamo quindi prestare attenzione a tutto il mondo di informazioni contenuto nel centro che nel disegno è chiamato Plesso Solare, il nostro o quello dei nostri avi dai quali abbiamo ereditato ben altro di un bel gruzzoletto.

Scherzi a parte 


il Ri-sentito è l'espressione di una memoria, e tale memoria è rimasta rinchiusa all'interno della cellula [appunti dal corso Introduzione alla Psico Biologia di J. Claude Badard]
Tutte le volte che dall'esterno arriva uno stimolo adeguato, si riattiva quella memoria che è collegata a un dolore non risolto, per tutte le volte che serve, fino a che non integriamo con la nostra consapevolezza l'insegnamento che ne dobbiamo trarre. 

Il dolore è importante per noi, va considerato come uno strumento per progredire ed evolvere come specie, ma è uno strumento tutto sommato nuovo, dobbiamo imparare ad usarlo. Mi riferisco al dolore come stato interiore dell'essere dal quale osservare le cose che ci accadono, non come sciocca e inutile sofferenza. 

Ognuno di noi ha accesso a tipi diversi di dolore attraverso i quali osservare gli eventi della nostra vita e perciò processarli e integrarli. Esattamente come abbiamo gli occhi verdi e i capelli biondi, così abbiamo certe predisposizioni genetiche a certe tipologie di dolore e piacere.

La lente di ingrandimento è rivolta sempre alle nostre personali attivazioni o alle aperture del disegno individuale attraverso le quale è possibile osservare tutto questo in dettaglio. 

Il Plesso Solare nel nostro disegno di nascita è attivato (colorato)? E' aperto (bianco)? Ci sono dei canali attivati (colorati)? Ci sono dei canali aperti (bianchi)? Oppure ci sono solo delle porte attivate (metà canale colorato)? Il Disegno è una mappa, un sistema visivo e logico per sintetizzare il funzionamento del Plesso Solare e quindi la modalità di vivere dolore e piacere per sperimentare la vita con la nostra bio forma.

Una volta capito come funzioniamo nello specifico, per noi sarà un po' più semplice chiudere i registri emozionali che abbiamo aperto e comprendere le esperienze senza metterle in stand by oppure ri-sentirle (corsi e ricorsi) e quindi ultimare il processo di integrazione con il perdono, che è il risultato finale della comprensione di ciò che è accaduto soprattutto grazie all'altro che ha partecipato con noi all'intero processo di apprendimento. 

Una volta che l'esperienza si è conclusa, il corpo si rilassa e si assesta anche il respiro. Infatti uno dei segnali della contrazione e trattenimento emozionale è l'alterazione del respiro e di conseguenza l'irrigidimento del corpo oltre all'alterazione della circolazione sanguigna che non trasporta la giusta quantità di ossigeno al cervello e via discorrendo..  

Un'altra cosa molto interessante da osservare è che se una emozione (dolore/piacere) non viene vissuta fino in fondo, non viene elaborata oppure se è troppo intensa per noi, il cervello biologico interviene immagazzinando quella memoria in alcune aree congelandola. Lo fa per proteggerci, altrimenti saremmo bloccati in questo trip emozionale e altereremmo funzioni biologiche importanti. 

Tutto questo, però, si traduce in un nuovo comportamento, quelle aree congelate non funzionano, vengono compensate in qualche forma e cominciamo a non essere più noi, a essere schiavi di una memoria, magari nemmeno nostra. Non ci riconosciamo più e all'esterno anche gli altri avranno a che fare con una brutta copia di qualcuno e non con chi veramente siamo.  

Quali sono le tre regole per accorgersi che abbiamo isolato delle memorie (dei sentiti emozionali)? 

1 - il cervello biologico non conosce che noi. 

Il corpo è strutturato per sopravvivere. Se non risolviamo un conflitto emozionale in qualche modo, agendo o comprendendolo, il cervello offre la risposta sensata per sopravvivere. Ad esempio se una bambina ha un fratellino piccolo e non integra questo cambiamento perché non lo comprende e il suo sentito viene tradotto con "adesso lui mi ruba l'amore di mia madre lo voglio far morire di fame", avrà due soluzioni. La prima è che mangia tutto lei (bulimia), la seconda è identificarsi con il fratellino e lasciarsi morire di fame (anoressia)

Quello che fa il corpo è un effetto di un sentito emozionale non risolto. Per cui una volta identificato il disagio fisico, risalire al dolore non compreso è il passo successivo da compiere, e la guarigione consiste nel riattraversare quello stesso dolore con una nuova percezione e consapevolezza (presumendo che quelle attuali siano consapevolezze e percezioni più mature rispetto a quelle in cui è accaduto l'evento che ci ha mandato in blocco). 

P.S. Nel plesso solare, le attivazioni legate alle porte 39 e 55, possono provocare disturbi alimentari quando la persona non vive in modo coerente a se stessa la sua emotività. Dico "possono" perché bisogna osservare e decodificare i diversi disegni attraverso le cosiddette "aperture" o "definizioni". 

2) Poiché il mio cervello non conosce che me, quando parlo dell'altro, parlo di me stesso. 

E' un fenomeno del  riconoscimento "fuori di noi " di quello che abbiamo "dentro di noi". E' molto interessante ascoltarci quando mettiamo carica emotiva mentre parliamo di qualcun altro, sia nel "bene" che nel "male", significa che non abbiamo integrato qualche cosa a quel livello.

3) Quando giustifico qualche cosa di me stesso, giustifico il contrario di ciò che è realmente. Quando si giustifica qualche cosa, si giustifica l'inverso della realtà.

Una volta che prestiamo la giusta attenzione, possiamo cominciare ad avvicinarci al "sentire con dolore" o al "sentire con piacere" la vita in modalità più naturale, a viverli come due strumenti fondamentali per capirci e per conoscerci così poi da poter riconoscere che tipo di emozionalità abbiamo e come viverla, non subirla come vittime.

[Le 3 strategie sono tratte dal corso Introduzione alla Psico Biologia tenuto dal Jean Claude Badard]

Naturalmente le generalizzazioni con Human Design si escludono, perciò il prossimo articolo riguarderà un approfondimento delle sostanziali differenze che possono esserci in termini di attivazioni. Argomento molto interessante e che ci avvicina alla paura che si nasconde dietro al dolore. 

Ogni porta che c'è sul Plesso solare è l'espressione di un certa emozionalità ma è anche una porta di paura [Le 7 paure emozionali]. E come ben si sa, noi trascendiamo la paura attraverso la consapevolezza ovvero l'apertura e l'intelligenza di comprendere gli eventi che la vita ci ha riservato per nostro uso e consumo.

Se vuoi approfondire che tipo di emozionalità ti contraddistingue iscriviti all'evento on line e contattami.

Monica Comar LYD Guide