mercoledì 4 ottobre 2017

L'avvio al de-condizionamento comincia con il Living Your Design Workshop, scopri come

Se il corpo grafico è la nostra casa e i centri sono le sue stanze, possiamo immaginare che ogni stanza colorata sia una specifica area della nostra vita dove le cose funzionano più o meno allo stesso modo, anzi, se non funzionano proprio a quel modo, tutto l'equilibrio ne risente. Come dire, là c'è sempre la luce accesa e sono visibili contemporaneamente, più o meno consapevolmente, gli arredi. Sperimentiamo la vita usando le nostre qualità allo stesso modo, è tutto sommato qualche cosa di fisso, qualche cosa che ci definisce e ci rende anche riconoscibili agli altri.


I centri bianchi sono aree di vita che si attivano a intermittenza, il condizionamento ce le fa sperimentare in modo diverso come qualità e intensità. Come quando ospitiamo a casa nostra la zia, la nonna, l'amico del cuore..

L'ospite porta se stesso a casa nostra e quindi è naturale che noi cambiamo la percezione dell'ospite, perché lo viviamo da vicino, della nostra casa, che diventa troppo piccola, più accogliente, più calda o più fredda, di noi che necessariamente modifichiamo il nostro abituale comportamento perché con quell'ospite, quel condizionamento ci dobbiamo interagire.. 

Quindi il condizionamento è qualche cosa che non è fisso, ma dal quale trarre beneficio e nutrimento oppure può essere qualche cosa che ci disturba e a volte ci distrugge la casa. Mettiamo che nostra zia si porta pure il gatto nel weekend in cui è ospite da noi, e che l'animaletto caruccio passa il tempo a farsi le unghie sul nostro divano.. 

Il vero problema nasce in realtà quando quell'ospite si piazza da noi per lungo tempo. Questo alla lunga finisce per alterare la percezione di noi (non pensavo di essere così intollerante al profumo di violetta della zia), le nostre abitudini e comportamenti, scendiamo piano piano a compromessi senza accorgercene, e se l'ospite fuma e noi no, finiamo per intossicarci l'anima.. e le metafore potrebbero continuare..

Quando l'ospite se ne va recupero la mia casa? Non è necessariamente vero e possibile. A volte il condizionamento è così forte e radicato, specie quello di mamma e papà, che non ci accorgiamo nemmeno di quanto abbiamo assimilato e integrato al punto da modificare il nostro corpo per poterlo contenere e assecondare.

Mi ero talmente abituato a svegliarmi alle 6, che era l'orario in cui l'ospite si alzava per andare al lavoro, che ora continuo a svegliarmi alle 6.. 

Ci vuole un po' per intossicarci, e ci vuole un po' per lasciar andare, il nostro corpo potrebbe essere così mutato che rimetterlo a posto a volte è impossibile, ben che ci vada è doloroso e basta.. 

Con il Living Your Design si dà l'avvio a questo processo di de-condizionamento. Come?

Si è guidati ad accorgersi di Sé e soprattutto di tutto quello che non è Sé. 

Per accorgersi è necessario arrendersi al fatto che la percezione di noi, adesso, non corrisponde al vero. Abbiamo sempre avuto ospiti in casa, in un modo o nell'altro li avremo sempre, al punto che che non sappiamo nemmeno più distinguere quando una cosa è nostra o l'abbiamo ereditata.

Qual è il primo passo? Living Your Design, Vivi il tuo disegno, ovvero accorgiti di come non lo hai vissuto, di com'è viverlo, di com'è vivere te stesso. Riconosci a quale parte di te hai rinunciato (senza troppi crucci, da bambini le cose le abbiamo subite tutti) e come puoi fare per tornare a te, vaglia i tuoi ospiti e il loro tempo di permanenza in casa tua, perché è bellissimo condividere il proprio tempo con chi hai scelto.

Iscriviti al prossimo Living Your Design in programma, leggi  qui per avere maggiori info, e se lo fai entro il 15 di ottobre c'è la possibilità di avere un piccolo sconto.

Questa edizione del corso è speciale. Leggi sempre qui perché.. 

NoChoice, Be Yourself

Monica Comar - Living Your Design Guide



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