giovedì 2 novembre 2017

Nessuno che ci insegni come lasciar andare la felicità..





 "voglio essere felice come tutte quelle persone su internet"


Ho trovato questa frase sul web e mi ha fatto sorridere oltre che riportare a uno degli obiettivi del corso in programma Living Your Design - Udine - 10/11/12 novembre.
Questo workshop non ha lo scopo di renderci felici, né ci offre le chiavi per diventare felici. E' più realistico.

La felicità come parola è fraintesa e incompresa, la sua esperienza e senso, pure. 

Non c'è dubbio che quegli attimi in cui una persona si sente felice sono meravigliosi, ma non è un effetto stabile o conseguente a una azione particolare, né tanto meno può esserlo. 

Infatti quello che ci spiazza, a volte, è ritrovarci felici oppure il tutto il contrario che felici, a nostra inconsapevole insaputa.

Quando si è felici si sta bene nel corpo, con sé stessi e anche con gli altri. In quel momento il corpo sta rilasciando certe sostanze chimiche che ci inducono a stare in quello stato, e lo fa in modo ciclico se ci prestiamo attenzione.

Quindi la felicità non è solo uno stato dell'essere, è soprattutto uno stato del corpo, solo che non accettiamo che abbia questo movimento ondivago, un po' come le onde del mare.

Il punto è che ci ostiniamo a cercare la felicità -  sopravvalutata secondo me - perché il dolore - l'altra parte della medaglia - non lo accettiamo come componente umana. 

Di base pensiamo che la nostra vita abbia senso, valore e spessore solo se contiene una percentuale tendente al medio alto di stato alterato di coscienza denominato felicità, appunto. 



Al Living Your Design  parleremo di come ognuno di noi tende a sperimentare questi stati del corpo - dolore/piacere - e di conseguenza ci accorgeremo di come si trasformano gli stati mentali e percettivi con cui poi viviamo noi stessi e  quello che ci circonda. 

Cercheremo di rispondere anche a delle domande come:
  • perché la felicità non può essere uno stato permanente, così come il dolore
  • perché alcuni di noi sperimentano una felicità e un dolore condizionati e altri sono in grado di produrre autonomamente questi stati fisiologici che alterano la nostra percezione
  • perché è vantaggioso lasciar andare la felicità, oltre che il dolore, e che focalizzarsi troppo su uno o sull'altro può essere estremamente faticoso e improduttivo.


Come sempre la prospettiva dalla quale osserviamo le cose può fare una differenza sostanziale per ognuno di noi, specie se serve ad accorgerci di quando interferiamo con il nostro processo naturale di prendere decisioni che rispettano chi siamo non chi pensiamo di essere.

Come affermiamo io e Simone Falsini, lo scopo del corso Living Your Design - Udine - 10/11/12 novembre che condurremo assieme, è semplice, ed è quello di 
imparare a farti guidare dall'intelligenza del corpo, riconoscere i condizionamenti della mente, iniziare a prendere decisioni che riflettono la tua vera natura, però senza ripetere gli errori di sempre

Monica Comar LYD Guide 

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