martedì 27 marzo 2018

Come non pentirsi delle decisioni prese?

Il disegno genetico ha un principale scopo: fornire strumenti pratici per gestire le proprie qualità individuali riconoscendo le interferenze del condizionamento e rispettando le singole individualità genetiche. 


Di questi strumenti, il principale, è basato sul riconoscimento che nel panorama umano possiamo individuare 7 modalità di base per prendere decisioni affidabili e che funzionano per noi. Queste modalità si appoggiano su attivazioni genetiche, si tratta di 7 intelligenze e/o modi radicati nel corpo in grado di risolvere dei quesiti fondamentali. 

Come faccio a prendere una decisione di cui poi non debba pentirmi? Come faccio a considerare assieme tutti gli elementi per poter gestire le responsabilità e le conseguenze delle mie decisioni senza prendermela con me stesso, incolpare mezzo mondo, il destino, il mio albero genealogico?

Una modalità decisionale, delle 7 possibili, non vale l'altra. Una è funzionale a noi, è ritagliata per ottimizzare l'uso del pool di geni che abbiamo attivato, le altre 6 ci portano a decisioni condizionate. Quindi le altre 6 saranno modalità che andranno benissimo per altri, ma non per noi.

Sembra banale, ma non lo è affatto. Usare e disporre di un certo pool di geni che hanno bisogno che si usi l'energia emozionale per decidere, ad esempio, implica sempre l'uso di tutte le forze vitali di cui disponiamo. Di conseguenza usiamo il nostro corpo per realizzare la decisione anche se non è veramente disponibile a farlo abusando così della nostra intelligenza più profonda. 

Conosci il tuo modo di decidere nel rispetto della tua natura? Queste in sintesi sono le possibilità:

  • Emozionale
  • Sacrale 
  • Splenica o istintiva
  • Ego o forza di volontà
  • Auto proiettata, o del Sé
  • Mentale, anche se non si intende con la mente
  • Che segue il ciclo della Luna
Questi sono termini tecnici, non c'è da spaventarsi, ma nell'insieme cominciano a dare un quadro della complessità umana e di quanto non venga rispettata. Alcune modalità si possono addirittura combinare tra di loro. Per cui non c'è da stupirci se per tutti decidere è difficile, se molti si buttano pur di fare qualche cosa, oppure congelano la spinta vitale dentro di Sé perché non hanno la percezione di potersi fidare di se stessi.. 

Se non mi fido del mio patrimonio genetico che definisce come funziona la mia forma.. allora di chi, o che cosa, mi posso fidare?

Se vuoi scoprire qual è la tua modalità interna per decidere in modo corretto, tecnicamente chiamata Autorità, perché c'è l'obiettivo di ri-consegnare a tutti la propria, puoi scaricare gratuitamente il tuo disegno da questi questi siti:



In aggiunta questo ==> Pasqua in HD è l'evento dedicato dove 
  • potrai approfondire il funzionamento della tua Autorità interna 
  • riconoscere quando hai preso decisioni condizionate 
  • rispettare il modo di decidere che hanno coloro che ti circondano 
  • imparare a relazionarti con coloro che hanno una modalità  decisionale diversa dalla tua ed evitare tensioni inutili.
P.S. non è che non sai usare la tua Autorità interna per decidere, a volte lo fai, ma sono altrettante le volte in cui non lo fai, e questo lo puoi sperimentare come "peso nel decidere" che invece dovrebbe essere semplicemente la gioia di esprimere se stessi attraverso le proprie decisioni non condizionate. Ricomincia a fidarti del corpo, ricomincia a fidarti di te stesso.

Monica Comar, consulente e LYD Guide




giovedì 8 marzo 2018

Chi decide al posto nostro?


Questo articolo è strano solo all'inizio oltre ad essere lunghetto. Leggetelo tutto, vedrete che a poco a poco appare il suo senso profondo che non è solo di promuovere la partecipazione al prossimo seminario. 




Cominciamo. L’accorgersi che qualcuno (il corpo e l'intelligenza che lo governa) al di là della nostra attenzione cosciente (che è tutto sommato mentale) sta facendo quello che sta facendo (“esso fa” ed è “reattivo”, nel senso che non agisce, ma reagisce diceva Gurdjieff e pure Ra Uru Hu) che cos'è esattamente?

Qualcuno sta scrivendo e qualcos’altro sta osservando l’intero processo dello scrivere. Un altro modo per dirlo è essere in presenza di sé.

Questo stato interiore non è uno stato scontato. Anni fa facevo gli esercizi di quarta via per sperimentare questo attitudine interna e devo dire che tutto sommato non mi pareva innaturale o difficile. 

A distanza di 30 anni scopro che è una caratteristica (questo fenomeno dell'attenzione divisa) dei bio veicoli a 9 centri che hanno cominciato a popolare il pianeta in modo consistente dal 1781. Gli esercizi di ricordo di sé erano stati costruiti, tra le alte cose, per le bio forme in transizione tra i 7 e i 9 centri che non erano in grado di maneggiare questa attitudine in modo naturale. In tutte le cose c'è sempre qualcuno che ci arriva prima e tenta di condividerlo con i meno svegli..

Tuttavia questa modalità di attenzione divisa a sua volta ha creato un bug di sistema, come direbbero gli informatici. Questa capacità di osservare “esso (esso è sempre il corpo governato da una intelligente cosciente ma a noi non immediatamente accessibile) che vive la vita” fa credere all’osservatore (quello che in Human Design viene definito come Passeggero) di poterla controllare in qualche modo. Ma in realtà, in qualità di puro osservatore, ignora gran parte delle esigenze biologiche, del funzionamento biochimico e dell’intelligenza sofisticata che lo governa. 

Questo tentativo di controllo, in Human Design è chiamata interferenza della mente che si traduce in strategie attive di compensazione o per dirla in sintesi in Non-Sé.

Perciò tutto quello che fa HD, è far recuperare al Passeggero il piacere di essere un osservatore curioso, e anche di stupirsi di fronte alla bellezza delle cose per come fioriscono in modo naturale se lasciate al loro corso e di far transitare la consapevolezza dal Non-sé (chi crediamo di essere) al Sé (chi siamo).

Il chi siamo è sempre un processo di scoperta dopo che ci siamo confrontati e abbiamo sperimentato la vita assecondando le decisioni che sono trascendenti per noi. 

La mappa del disegno a 9 centri è una mappa appunto, come questa prende vita lo si vede attraverso le decisioni che vengono prese. Una serie di decisioni scorrette per la bio forma nel mancato rispetto del suo potenziale porta a vite insoddisfacenti, rabbiose, rancorose e disilluse, perché chi osserva interviene continuamente pensando di fare bene. Naturale ma non sempre saggio.

In realtà la bio forma ha le sue regole per funzionare al meglio, sono regole intelligenti e sofisticate e diverse a seconda del tipo di mappa (genetica) che la definisce. Uno degli obiettivi e regole di base in HD è insegnare come si prendono le decisioni corrette “caso per caso”, "mappa per mappa".

Conoscere la propria mappa, aiuta nella comprensione e applicazione di queste regole, ma ancora più profonda è la comprensione di quale sia l’interferenza possibile operata, e questo è materiale che viene alla luce durante il seminario Living Your Design, Vivi il tuo Disegno.

Guardiamo all’universo come un analfabeta che si ritrova tra le mani una poesia stupenda. Costui, non sapendo né leggere né scrivere, esamina il tutto con grande attenzione e si accorge che alcuni segni si ripetono più volte. Comincia dunque a contare tali segni, a riordinarli e a catalogarli. Alla fine sa che su foglio è riportato un certo numero di a, di b, di c, ecc. E’ orgoglioso del risultato ottenuto dalla sua ricerca. Però della poesia non ha capito proprio nulla.

[Hans Peter Dürr – fisico nucleare tedesco]

Uso questa analogia per descrivere quello che viene percepito una volta che si partecipa al Living Your Design, si comincia a vivere il proprio disegno ognuno secondo la poesia che incarna. Non sono solo belle parole, infatti vivere il proprio disegno non è una cosa facile, perché per vivere ciò che si è, si deve toccare con mano ciò che non si è, e soprattutto, come questo non essere se stessi ha condizionato il nostro vivere quotidiano in modi che abbiamo fatto nostri e che pensiamo siano naturali.

In questo corso si scopre che ciò che pensiamo sia naturale ma in realtà non lo è, che certe cose che crediamo nostre sono frutto di condizionamenti che tutti, senza alcuna distinzione, abbiamo ricevuto.

Perciò “Vivi il tuo disegno” è un processo: scopri chi non sei, scopri come smettere di essere ciò che non sei, impara a decidere sulla base delle tue qualità personali, comincia a vivere il  tuo progetto esistenziale. Il Living Your Design è l’inizio di questo processo.

Se vuoi sperimentare te stesso ci vediamo a marzo per questo viaggio condotto e guidato da me e da Simone Falsini.


Monica Comar
LYD Guide e consulente Human Design System