domenica 3 giugno 2018

La mente crea la realtà usando l'energia del corpo anche se lui non vuole

Noi siamo esseri dai poteri illimitati, siamo creatori di tutto ciò che ci circonda e possiamo creare tutto ciò che la mente, il pensiero cosciente, o consapevolezza mentale che sia, credono di volere per sé - o per noi. Sembra meraviglioso.

Come riesce la mente a fare tutto ciò? Bisogna considerare l'unità di misura con cui opera, ovvero il tempo: passato, presente e futuro. Lei accede a dei dati stoccati in memoria per comprendere - a livello mentale - che ciò che accade "adesso", può essere ricondotto a qualche cosa di simile successo in passato e sulla base di questo, elabora strategie e proiezioni utili per il futuro.

Un possibile limite in questo processare ed elaborare dati, può risiedere nel fatto che ogni cosa che si immagina di realizzare con la consapevolezza mentale cosciente, fa riferimento a ciò che ognuno di noi ha vissuto in passato - un passato che non ci va più bene - quello è il punto di partenza per elaborare e desiderare scenari migliori.

Infatti certe proiezioni di futuri ipotetici e che noi definiamo "migliori" ma troppo distanti dal nostro passato, sono faticosi da realizzare perché devono essere energizzati per riuscire a portarli in una forma. Ad esempio possono essere le emozioni il motore che sostiene il processo creativo, oppure è necessario che sia presente una certa forza di volontà - che è un motore anche lei - o una forza per fare/generare fisica - sacrale - che agisce in modo costante, oppure può esserci questa tensione adrenalinica che spinge.

Da tutto questo deduco che il pensiero non ha energia, non crea nulla se non in sinergia con quella energia che ognuno di noi ha a disposizione nel corpo in modo più o meno consistente.

I 4 motori del disegno


Quindi la mente, il pensiero, quel tipo di consapevolezza mentale che ci caratterizza come specie, può decidere e concretizzare la decisione in una forma solo se trova l'energia disponibile nel corpo, altrimenti non ce la fa a portare a termine il processo decisionale.

E' importante prendere decisioni sulla base di quello che si pensa o crede, così da vedere dove ci conducono, se da tutto questo abbiamo la percezione che la nostra vita si realizzi o no, e se il corpo in seguito è stanco o frustrato o insoddisfatto o addirittura se si ammala.

A volte il corpo non collabora con la decisione mentale e non rilascia la sua energia, fa resistenza. Capita infatti che un proposito mentale non corrisponda a ciò che il corpo vuole, a ciò di cui ha bisogno o desidera.

Capita più spesso invece, che se si asseconda, anzi se si restituisce il potere decisionale al corpo, quello sappia cose che la mente o il pensiero ignora per pura incompetenza o cecità. Tant'è che il pensiero cosciente relega nella sezione "fenomeni inconsci" tutto quello che non conosce e quello su cui non ha controllo, non completamente almeno, ovvero il corpo.

Come si fa a restituire lo scettro del comando al corpo che, tra le altre cose è in grado di gestire centinaia di processi vitali fondamentali in totale assenza di consapevolezza cosciente, tanto da apparire così addirittura più intelligente della mente stessa? Il corpo è così intelligente che passa la maggior parte del tempo a tentare di riportarci in salute tutte le volte che a livello mentale si prendono decisioni che lo compromettono e allo stesso tempo continuare a vivere.

Esiste una informazione esperienziale - cioè esistono persone che ne hanno fatto esperienza e che lo possono testimoniare - che viene trasmessa durante il  Living Your Human Design. Attraverso la comprensione del meccanismo di funzionamento di ogni singola bio-forma - ogni singola bio forma ha il suo modo di prendere decisioni affidabili che funzionano e che ne preservano l'integrità - nel tempo si accende un gusto sopito di che cosa significa avere rispetto per se stessi.

Per chi vuole continuare ad affidare il proprio processo decisionale alla consapevolezza mentale, questa - quella del   Living Your Human Design - non è l'esperienza adatta da fare. Lo è invece per chi si è reso conto che le decisioni mentali non sono totalmente affidabili, che il prezzo pagato è stato alto, che qualcosa nella propria vita non va e che non c'è la sensazione di fare la propria storia.

Nel Living Your Human Design si impara - di nuovo, ma per certe cose anche per la prima volta - a onorare, rispettare e restituire dignità al corpo, luogo grazie al quale facciamo l'esperienza di essere vivi.

Monica Comar, LYD Guide

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