lunedì 6 maggio 2019

Human Design® non è qualcosa a cui credere ciecamente..

Human Design® è una disciplina che fornisce molte informazioni: 
a) alcune sono immediatamente osservabili
b) altre devono essere testate individualmente
c) alcune sono state delle rivelazioni e poi confutate
d) altre ancora non sono immediatamente verificabili, mi riferisco a quelle relative alla cosmologia ad esempio (origini del cosmo..).

Queste ultime possono essere inserite tra le cose a cui si può credere facendo un atto di fede. Un po' come avviene per una religione, in effetti.

Personalmente non ho né la struttura mentale né fisica per fare viaggi nel tempo (avanti o indietro), o viaggi interstellari per verificare la faccenda delle origini del cosmo. Lo farei se potessi. Sta nel mio disegno, ho bisogno di sapere.. Per cui il mio approccio a Human Design® tende ad essere pragmatico. Trasmetto nel mio messaggio quello che è osservabile e verificabile con l'esperienza individuale che viene fatta su questo pianeta con questo corpo fisico. Lo preciso perché per me non contano molto le esperienze puramente virtual/mentali, seppur belle a volte..

Non considero Ra Uru Hu (Robert Allan Krakower) - colui che ha trasmesso questa conoscenza - un guru o qualcuno da idolatrare come fosse un dio. Mi dispiace non averlo conosciuto e gli sono profondamente grata per l'enorme lavoro di diffusione che ha svolto e il contributo che ha dato. E' tra le persone che ammiro - anche se non più in vita - per l'intento che aveva di portare sollievo e soluzioni alle persone che sono imprigionate in una gabbia senza sbarre creata da loro stessi, dalla loro stessa mente. Mi piace la frase che Ra usava dire: "non credete a quello che dico, ma sperimentatelo". 

Mi interessa andare sul pratico quando parlo di Human Design®. C'è una parte di informazione che non è sperimentabile che sono costretta a prendere per buona. Mi verrebbe da dire che siccome le informazioni riguardo al funzionamento dell'essere umano ci azzeccano sommate a quelle che nel tempo piano piano sono state ampiamente confutate, allora per estensione tutto ciò che è stato da lui rivelato sia vero (mi riferisco qui sempre alle informazioni relative all'origini dell'universo e tutta quell'insieme di info lì). Ma non lo faccio. Preferisco dire. "non so se è vero". 

Aggiungo che, per mia natura, termini come illuminazione & co. li guardo con sospetto. 

Lo ripeto, mi interessa l'uso pratico dello strumento perché che lo si voglia o no, questo piano nel quale ci troviamo è un piano materiale denso e osserva certe regole per funzionare. Quando si comprendono le regole si stabiliscono i limiti che possono essere superati rispetto a quelli che no, non ci è dato modo di superare, non per il momento. Se lanci una mela quella prima o poi cade a terra perché la gravità è qualcosa con cui dobbiamo interagire.. 



Pertanto contravvenire a una regola può significare compromettere il funzionamento della bio forma (corpo), come il contrario, rispettare una regola la preserva da danni irreparabili.

Io stessa medito a volte, io stessa cerco di ripulirmi da pensieri/tossina ascoltando musica o stando nel silenzio ad ascoltare il mio respiro. Ma poi, quando apro gli occhi, torno al corpo e quello ha le sue regole. Se chiudo gli occhi sono su una spiaggia e questo aiuta il mio sistema a scaricare lo stress, ma quando apro gli occhi sono nel mio studio sulla sedia, alle prese con la mia vita e le mie decisioni che potrebbero continuare a ricondurmi a situazioni stressanti (nella migliore delle ipotesi).

Quindi la soluzione è decidere in modo corretto in modo tale da trovarmi in situazioni congeniali dove lo stress è quello necessario, dove le prove da superare sono le mie prove, dove le lezioni e quello che imparo sono le mie lezioni. Per cui, è importante ad un primo livello, usare questi strumenti in modo costruttivo con una lettura e poi con il seminario Living Your Design. Poi, se uno vuole continuare a investire su se stesso, andare un pò più a fondo mano a mano che si crea spazio e siamo disponibili ad abbracciare altre personali verità e a radicarci sempre di più nella propria natura individuale, allora c'è il corso ABC del Rave. 


Monica Comar, Consulente Human Design® e LYD Guide.

martedì 23 aprile 2019

La tempesta ormonale perfetta accade grazie al Plesso solare


Ridere fino alle lacrime o piangere così tanto che dopo un po’ nasce un sorriso sulle labbra. Le emozioni che si liberano attraverso quello che gli occhi lasciano cadere e scorrere lungo le guance facendoci sentire più leggeri, in pace, meno tesi, in contatto con una parte profonda di noi che non sappiamo esattamente cos’è.



Chi è che ride e chi è che piange in realtà? È qualche cosa di incorporeo ma che è presente nel corpo. Le emozioni sono il mezzo attraverso cui quel qualche cosa comunica. Lì per lì non sappiamo riconoscere il messaggio, a volte non ha senso alcuno per la nostra mente.

I conflitti più pesanti che siamo costretti ad affrontare con noi stessi avvengono perché quello che ci hanno insegnato è reprimere l’emozione, trattenersi dall'esprimerla e dal viverla interamente.


Ma alcune emozioni sono così forti, inspiegabili, destabilizzanti, che letteralmente mandano in corto circuito aree cerebrali che le dovrebbero riconoscere, comprendere e immagazzinare nelle aree della memoria. La mente non sa come classificarle così queste stazionano nel corpo invece di fluire. 

A tutti gli effetti rappresentano interi mondi dentro l'uomo ancora tutti da esplorare ed esprimere. Proviamo a farlo attraverso l'arte, ma si vede che siamo dei neofiti. E se da piccoli abbiamo a che fare con insegnanti o trainer che ne sanno poco più di noi, non ci possiamo stupire che da grandi, dobbiamo fare luce anche su queste ombre.

Quand'ero piccola alcune esperienze che mi sono successe sono state molto dolorose per me, non sapevo perché stavo male. Quello che mi veniva era piangere o urlare, volevo buttare fuori quel dolore dal corpo. Volevo solo quello, buttare fuori il dolore perché non lo capivo. Mi sentivo dire spesso “non piangere, controllati”. Non è stato facile, ma ho imparato a farlo. Tuttavia le continue implosioni di emozioni dolorose dentro di me nel tempo mi hanno spenta, letteralmente spenta. Ci vuole forza per tenere tutto sotto controllo, per tenere a bada quello che naviga dentro. Tanta forza vitale. La fregatura è che non si fanno distinzioni. Se blocchi il dolore blocchi anche il piacere.

Quindi ognuno di noi attinge a delle forze immani dentro se stesso per controllare un mare che è in burrasca, e non si concede di stare in mezzo alla tempesta come un faro, non sa come farlo, quello che sente è solo la paura di essere spazzato via. Spazzato via ma da chi? Da se stesso? In realtà ci stiamo parlando forte, ma da dentro, così forte che si alza il vento e provoca una mareggiata per farsi sentire. E noi non sappiamo di essere anche fari.

Adesso a distanza di molti anni quell’irrisolto emozionale ritorna. Il dolore di lasciar andare chi ami che non tornerà più, il dolore della perdita, la mancanza degli abbracci che non ci sarebbero più stati, senza un vero e convincente senso.. Tutte consapevolezze non acquisite, non integrate.

Quindi non si reprime e non si controlla un bel nulla, ci vuole il tempo che ci vuole, ma quell'emozione matura delle consapevolezze che hanno bisogno di essere integrate e ritorna quando ci accade qualche cosa di simile o semplicemente perché siamo più stanchi e le forze per insabbiare le cose non le abbiamo più. 

Il centro del Plesso solare nel nostro disegno ci dice come funziona per noi questo particolare aspetto umano. Ci offre anche la possibilità di capire quando è possibile riportare in equilibrio parti di noi e della nostra vita che percepiamo irrisolte.

Le moderne tecniche di guarigione spirituale passano attraverso la capacità di condurre la persona a quel livello di consapevolezza individuale che la fa ridere o piangere di sé.

Immagine di proprietà di Jovian Archive

In Human Design System quando si parla di Plesso solare si parla di centro di consapevolezza, di grande potenziale di andare in profondità dentro l’esperienza se ci arrendiamo alle emozioni, accettiamo che sono nel corpo e che sono un mezzo, un linguaggio che ha un codice "ormonale" potente. 

Sono collegate agli organi di respirazione, ai reni, all’intestino, a tutto quello che ha a che vedere con l’acqua e con i processi di digestione e assimilazione delle esperienze. Perciò sono qualche cosa di vitale, ancestrale e necessario.

Ognuno ha un suo modo unico di viverle. Così come ognuno ha il suo modo unico di apprendere le lezioni della vita. Il disegno lo spiega. Quindi sapere come funziona un Plesso solare bianco o colorato nel proprio disegno aiuta moltissimo. Quante delle emozioni che proviamo sono nostre? Quante sono di chi ci condiziona? Quindi se guariamo un aspetto di noi, chi stiamo guarendo in realtà? E possiamo guarire veramente le ferite emozionali che appartengono a qualcun altro in realtà? Ma che cosa c’è da guarire in realtà se non la percezione “mentale” di quello che è successo?  

Impara a cambiare il modo in cui osservi quello che ti accade e cambierà la tua vita. 

Monica Comar, consulente Human Design System e LYD Guide